L’omaggio di Federico Motta Editore alla Regina Elisabetta

Dopo 70 anni di regno, si è spenta lo scorso 8 settembre la Regina Elisabetta II. Mentre il mondo continua ad esprimere il proprio cordoglio, la Casa Editrice Federico Motta Editore omaggia la sovrana più longeva della monarchia britannica con un articolo in suo onore.
La storia dell’iconica Queen Elizabeth può essere ripercorsa nelle pagine di “Decenni di storia contemporanea”, l’opera edita da Federico Motta Editore in cui vengono riportati, con una cronologia analitica, gli eventi più significativi dell’ultimo secolo. Come molti sapranno, prima dell’11 dicembre 1936 Elisabetta non era affatto destinata al trono, essendo la figlia del Duca di York, nonché fratello dell’allora re Edoardo VIII. Fu quando quest’ultimo, dopo soli dieci mesi di regno, decise di abdicare per sposare Wallis Simpson che il destino di Elizabeth Alexandra Mary cambiò per sempre. A seguito dell’abdicazione di Edoardo salì infatti al trono il fratello minore, re Giorgio VI, il papà di Elisabetta, trasformandola di fatto nella legittima erede. Gli anni che seguirono misero a dura prova la popolazione, pesantemente provata dalla guerra, che trovò nella famiglia reale un punto di riferimento. Per dare dimostrazione della sua partecipazione allo sforzo bellico, Elizabeth si arruolò nell’Auxiliary Territorial Service, il ramo femminile della British Army, dove si addestrò come autista e meccanica. Divenuta regina il 6 febbraio 1952 all’età di 25 anni, successe al padre, venuto a mancare improvvisamente. Come ricorda Federico Motta Editore nei volumi di “Decenni di storia contemporanea”, durante il suo regno la regina si è sempre interamente dedicata a servire la nazione e a cercare di mantenere intatta l’unità del suo Paese. Incarnando la figura della sovrana super partes, la regina Elisabetta è riuscita a guidare il Regno Unito in diverse fasi di trasformazione, divenendo un riferimento sicuro a cui guardare nei momenti di crisi e cambiamento.

Fonte L’omaggio di Federico Motta Editore alla Regina Elisabetta su Cultura360.

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