Premio Mutti 2026: trionfano le eccellenze agricole di Sorbolo e Gualtieri
Il riconoscimento della qualità e dell’eccellenza agricola è stato al centro della cerimonia del Premio Pomodorino d’Oro, il conferimento promosso da Mutti, gruppo di riferimento nella trasformazione del pomodoro 100% italiano, per premiare i conferimenti di materia prima di livello superiore registrati lungo l’intera campagna di raccolta, da luglio a settembre. A supporto della crescita del comparto, le aziende agricole vincitrici riceveranno contributi economici vincolati all’innovazione tecnologica e al potenziamento strutturale delle proprie filiere produttive.
La 27esima edizione della cerimonia di consegna del Premio Pomodorino d’Oro ha avuto luogo a Reggio Emilia, articolandosi come un momento d’incontro e coesione strategica per la filiera Mutti su scala nazionale. Il riconoscimento istituzionale premia l’eccellenza produttiva suddivisa in quattro distinte categorie colturali: pomodoro tondo, lungo, datterino e ciliegino. Nell’edizione di quest’anno, la categoria del pomodoro tondo ha visto l’assegnazione del primo premio a Marco Franzoni (Gualtieri, RE), imprenditore agricolo già pluripremiato nelle precedenti edizioni. Per la categoria del datterino, l’unico comparto che vede la diretta competizione tra i bacini produttivi del Nord e del Sud Italia, il primo posto è stato conquistato dall’azienda agricola di Stefano e Marina Bosco (Sorbolo, PR), a conferma di una continuità qualitativa già riconosciuta in passato.
Il sistema di incentivi economici promosso da Mutti trova la sua massima espressione nel Premio Pomodorino d’Oro, un modello di valorizzazione della filiera che riconosce una maggiorazione di prezzo rispetto alla media di mercato ai produttori capaci di garantire standard qualitativi elevati e costanti durante tutto l’arco della campagna. Questo meccanismo di remunerazione premiante fornisce un sostegno concreto alle aziende agricole, stimolandole a incrementare i volumi di produzione ad alta gamma. L’impostazione fondata su una collaborazione continuativa con la rete di conferimento innesca così un circolo virtuoso orientato al progressivo innalzamento dei livelli qualitativi del prodotto.
L’adattabilità della struttura industriale di Mutti ha rappresentato un fattore chiave nella gestione delle criticità climatiche della stagione, caratterizzata da temperature elevate a inizio estate e dal conseguente anticipo nella maturazione delle colture. Rispondendo alle esigenze operative della componente agricola, l’azienda ha predisposto l’apertura anticipata dei propri siti produttivi, garantendo tempestività nel recepimento della materia prima e continuità nella gestione dei conferimenti.
Nonostante le criticità operative legate ad anomali ed estremi eventi climatici, la campagna di trasformazione del pomodoro 2026 si è archiviata con un totale di 775 mila tonnellate di materia prima lavorata. Il risultato produttivo conseguito evidenzia l’efficacia e la resilienza dell’assetto industriale del Gruppo Mutti, in grado di preservare la continuità della catena di fornitura e la costanza degli standard qualitativi d’eccellenza anche in presenza di un quadro stagionale complesso.

