Gian Maria Mossa alla CNBC: AI e innovazione, così Banca Generali guarda al futuro del settore

In una recente intervista rilasciata a Class CNBC, il CEO Gian Maria Mossa ha parlato delle nuove strategie di Banca Generali soffermandosi in particolare sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale. “Servirà a migliorare il lavoro dei banker e non sostituirà il servizio dei consulenti. Anzi, ci farà crescere”, ha spiegato il CEO di Banca Generali. “La AI è una disruption molto positiva, soprattutto per il nostro settore. Porta efficienza, aumenta la produttività dei banker e semplifica i processi operativi con un supporto molto competente in ambito finanziario. Ai banker resta il compito di farne buon uso per intensificare la relazione e la qualità del servizio”: nessuna paura quindi, i consulenti finanziari per Mossa sono fondamentali, soprattutto nei momenti di maggior volatilità e incertezza dei mercati.

Fiducia e ottimismo sono la risposta del CEO di Banca Generali ai timori sorti nei giorni scorsi rispetto allo sviluppo di strumenti avanzati di IA per il settore finanziario e a eventuali ripercussioni negative per il futuro dei consulenti finanziari: “Sono molto ottimista sull’innovazione tecnologica e sui suoi benefici in termini di produttività, raccolta e risultati finanziari”. D’altronde, Banca Generali ha già avuto modo di appurare nel concreto: “Stiamo guidando una trasformazione culturale forte con ambasciatori dell’AI in ogni funzione e vediamo già proliferare agenti che migliorano l’efficienza”.

Nell’intervista, Gian Maria Mossa ha parlato anche delle sfide che attendono Banca Generali nei prossimi anni. Nel 2025 il rafforzamento della partnership con Generali e l’ingresso nel mondo dell’insurbanking che avrà un forte impatto. “Quasi un’acquisizione: questo rinnovato impegno di avvicinare Generali e Banca Generali crea ottime prospettive per il nostro business”, ha spiegato il CEO. Per il 2026, invece, “manteniamo un atteggiamento prudente perché lo scenario è incerto, ma raramente sono stato così ottimista in prospettiva”. È stato indicato un target di raccolta superiore a 6,5 miliardi – di cui almeno 4 in asset under investment – un margine di interesse di 330-340 milioni e la conferma della redditività del portafoglio gestito: “I costi cresceranno del 6-8% ma in gran parte per progetti futuri. Ottimismo quindi, con prudenza guidata dal contesto”.

Nei prossimi anni poi il passaggio generazionale nelle imprese italiane sarà imponente: “Stiamo lavorando a un progetto che lanceremo a breve per valorizzare le piccole e medie imprese quotate virtuose e creare un effetto-emulazione su quelle che non hanno ancora quei requisiti. Vogliamo portare capitali e investitori, aiutando le imprese a crescere in capitalizzazione e multipli, così che il mercato dei capitali diventi un vero competitor di altre forme di investimento come il private equity. È una discontinuità epocale da cui possiamo rilanciare il mondo delle PMI”.

In quest’ottica, un ruolo strategico è giocato da Intermonte: “Vogliamo farne la banca d’investimento della piccola e media impresa italiana. La professionalità di Intermonte, unita ai brand Generali e Banca Generali, crea un’alternativa per un dialogo di lungo periodo con l’imprenditore, non solo per il deal ma per la costruzione di valore nel tempo. Abbiamo già avuto oltre 160 incontri con imprenditori e chiuso i primi mandati. È una disruption nel modello di private banking: la porta d’ingresso non è l’impresa ma l’imprenditore con la sua famiglia e il suo patrimonio”, ha spiegato Gian Maria Mossa.

Fonte Gian Maria Mossa alla CNBC: AI e innovazione, così Banca Generali guarda al futuro del settore su Tecnologia blog.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *