Perché poche donne scelgono le discipline STEM? La ricerca “Variabili Nascoste” di MAIRE, Gruppo fondato da Fabrizio Di Amato

Fondato e guidato da Fabrizio Di Amato, il Gruppo MAIRE ha una strategia ben precisa in merito all’inclusione: il 50% delle nuove assunzioni entro il 2032 sarà di donne. La percentuale di giovani donne, tra i 25 e i 34 anni, laureate in discipline STEM nel Paese è infatti molto bassa, pari al 16,8%, e di conseguenza sono meno le donne a ricoprire i ruoli tecnici più richiesti dal mercato.
A questo proposito, MAIRE si è posta una domanda: quali sono i fattori culturali e sociali che motivano l’accesso e la permanenza delle donne nei percorsi STEM? Per questo motivo è nato il progetto di ricerca “Variabili Nascoste | Hidden Variables”, sviluppato dal Gruppo in collaborazione con l’agenzia creativa Imille.
“Prima di cercare risposte abbiamo scelto di ascoltare — ha evidenziato Fabrizio Di Amato — Quando si parla di STEM al femminile i dati fotografano un divario, ma non spiegano che cosa accade prima delle scelte e durante i percorsi: è lì che agiscono le variabili nascoste”. Lo scopo della ricerca non è quello di offrire risposte immediate e soluzioni di breve periodo, ma domandarsi e capire quali siano i fattori che rendono un percorso veramente accessibile e sostenibile nel lungo periodo.
La ricerca promossa da MAIRE si è basata sull’analisi dei discorsi digitali e su interviste qualitative in profondità. Nel primo caso, contenuti web pubblicati negli ultimi 12 mesi sul tema donne e STEM in Italia sono stati sottoposti a un’analisi qualitativa per carpire linguaggi ricorrenti e reazioni. Nel secondo caso, sono state coinvolte donne in diverse fasi del loro percorso STEM, ovvero quattro studentesse di fisica, chimica e ingegneria; sette dipendenti del Gruppo MAIRE e due divulgatrici, Ines El Gataa e Diletta Huyskes.
“Un’impresa che opera in 50 Paesi con 85 nazionalità al proprio interno non può permettersi di lasciare invisibile una parte del proprio talento — ha ribadito Fabrizio Di Amato — Una meritocrazia autentica si misura sulla capacità di riconoscerlo ovunque si trovi, e di rendere i percorsi professionali realmente sostenibili nel tempo”. Guidato da inclusione e meritocrazia, il Gruppo opera attraverso la Fondazione Maire – ETS per attrarre e promuovere ragazze verso le discipline STEM e verso il settore ingegneristico. Lo scopo è quello di formare ingegnere umaniste del futuro, il cui bagaglio di competenze sia diversificato tra aspetti tecnici, sensibilità sociale e ambientale e visione multidisciplinare.
Per maggiori informazioni:
https://forbes.it/2026/09/18/donne-stem-barriere-invisibili-carriera
Fonte Perché poche donne scelgono le discipline STEM? La ricerca “Variabili Nascoste” di MAIRE, Gruppo fondato da Fabrizio Di Amato su Portale Economia.

