Gian Maria Mossa, così Banca Generali guarda al futuro: risultati solidi e una visione chiara

Banca Generali si riconferma uno degli asset più ambiti e osservati nel panorama del risiko finanziario italiano. Lo sottolineano in questi giorni diverse testate nel commentare le notizie sul lancio dell’Ops da parte di Mps. L’Istituto guidato da Gian Maria Mossa già lo scorso anno è stata oggetto di un’offerta avanzata da Mediobanca, a riprova del valore acquisito in questi anni. Quella di Banca Generali è una delle storie di maggior successo degli ultimi decenni in un mercato in forte crescita, ovvero quello della consulenza patrimoniale di fascia alta.

Banca Generali: numeri record, basi solide

Banca Generali ha chiuso “il miglior semestre della nostra storia, con una crescita a doppia cifra delle principali voci operative, una raccolta record e masse ai nuovi massimi”. E i numeri relativi alla raccolta di luglio e di agosto raccontano altri record: “Banca Generali continua ad attrarre clienti e consulenti grazie a un modello distintivo fondato su competenza, personalizzazione e visione di lungo periodo, con una capacità unica di accompagnare famiglie e imprenditori nella gestione integrata del patrimonio finanziario, reale e aziendale”, aveva commentato Gian Maria Mossa in merito. La vision strategica del CEO ha contribuito significativamente a scrivere quella che oggi i quotidiani descrivono come “una delle storie di maggior successo” nel settore. Basti guardare ai numeri registrati a partire dal 2013, anno in cui Mossa ha iniziato a lavorare all’interno dell’Istituto:

  • Più che quadruplicate le masse in gestione, passate da circa 25 miliardi a oltre 121 miliardi di euro a fine giugno 2026;
  • I patrimoni private (da 11,9 miliardi a oltre 94 miliardi di euro) posizionano Banca Generali come terza realtà del settore in Italia;
  • Produttività dei banker: il portafoglio medio pro-capite a giugno 2026 si attesta a quasi 50 milioni di euro (nel 2016 era la metà);
  • Utili e dividendi: l’utile netto ha superato i 445 milioni di euro nel 2025, mentre nell’ultimo decennio sono stati distribuiti quasi 2 miliardi di dividendi;
  • Total return del titolo, dal giorno della quotazione nel 2006, ha superato oggi il 1.700%, portando la capitalizzazione a sfiorare gli 8 miliardi di euro.

Lo sguardo di Banca Generali sui prossimi anni

L’attenzione su Banca Generali non è da ricondurre solamente alla solidità dei risultati ma anche a una strategia chiara e coerente, orientata a sostenere la crescita nei prossimi anni. Tre i pilastri, come ha evidenziato in diverse occasioni il CEO Gian Maria Mossa:

  • Banca di riferimento per gli imprenditori:Le sinergie con Intermonte rafforzano la nostra offerta e il dialogo con gli imprenditori. In questo ambito si inserisce anche PMI2Change, il recente progetto sviluppato assieme che supporta l’avvicinamento tra capitale e imprese, favorendo il percorso di crescita delle PMI italiane”;
  • Insurbanking:Il completamento del roll-out del progetto con Alleanza sta producendo risultati molto positivi”. L’iniziativa dovrebbe generare una raccolta di 7 – 8,5 miliardi e 40 – 50 milioni di ricavi aggiuntivi entro il 2030;
  • AI e innovazione tecnologica:Procedono a pieno ritmo le iniziative legate all’Intelligenza Artificiale, a beneficio dell’efficienza della banca e dell’operatività della rete”.

Banca Generali guarda ai prossimi mesi “con fiducia e determinazione, forti della qualità delle persone, della solidità dei nostri risultati e della convinzione di poter continuare a crescere creando valore anche in uno scenario caratterizzato da incognite”, ha spiegato recentemente il CEO Mossa. Ecco perché oggi è considerata “uno dei gioielli più desiderati di Piazza Affari”, come si sottolinea anche in un approfondimento di “QN Economia” dello scorso 14 settembre.

Fonte Gian Maria Mossa, così Banca Generali guarda al futuro: risultati solidi e una visione chiara su Tecnologia blog.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *