Giovanni Lo Storto scrive su “Il Messaggero”: sfruttare i vantaggi del digital learning per scoprirci più umani

In una quotidianità profondamente diversa da quella a cui eravamo abituati, la tecnologia diventa il mezzo per mantenere i contatti con gli altri e per proseguire le attività didattiche interrotte in seguito ai provvedimenti per il contenimento dei contagi da Covid-19. È in questo contesto che Giovanni Lo Storto, Direttore Generale dell’Università LUISS Guido Carli, riflette sul vero ruolo che sta avendo l’innovazione nelle vite di ciascuno: se prima la tecnologia era sinonimo di distaccamento, di eccessiva velocità, ora è diventata invece una risorsa preziosa per gestire al meglio il tempo. La continuità didattica infatti è stata garantita nella maggioranza dei casi grazie proprio ai vantaggi del digitale e del web, attraverso lezioni registrate e fruibili a propria discrezione. “Siamo tutti diventati padroni del nostro tempo, chiamati a gestire in autonoma le proprie scadenze, diventando ciascuno il project manager di se stesso“, scrive Giovanni Lo Storto in un recente editoriale pubblicato su “Il Messaggero” e intitolato “Se il digital learning si trasforma in opportunità”.
In uno scenario che prima eravamo abituati a conoscere solo attraverso i film di fantascienza o distopici, la tecnologia è elemento fondamentale di intermediazione tra professori ed allievi. La LUISS è tra gli atenei che maggiormente stanno sfruttando il digital learning. “Nei casi di maggior successo“, spiega il Direttore Generale, “è stata addirittura sperimentata una didattica digitale-sincrona, che garantisse la prosecuzione degli insegnamenti con le loro classi a distanza, allargate, con dialoghi vocali e condivisione di materiali. I nostri giovani hanno avuto la possibilità di inquadrare il digital learning non come accessorio, o alternativo, ma come principale rispetto alla formazione tradizionale“. I risultati sono sorprendenti: la piattaforma tecnologica ha spesso portato “a una maggiore interazione degli studenti con i professori“.
Giovanni Lo Storto conclude il suo editoriale esortando tutti a fare la propria parte e attenersi alle indicazioni, per arrivare a “sorprenderci di quanta umanità in più saremo in grado di sperimentare“.

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