Serenissima Ristorazione lancia in Basilicata “Mangia sano, mangia lucano”: il valore del progetto

Salute e sostenibilità permeano da anni le iniziative che Serenissima Ristorazione promuove nei territori in cui opera. Non ultima quella nata in collaborazione con Coldiretti Basilicata e Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza che è stata presentata lo scorso 22 dicembre a Potenza. “Mangia sano, mangia lucano, la mensa ospedaliera sposa il Territorio”, questo il nome, avvalendosi delle competenze della realtà guidata da Mario Putin ha un duplice obiettivo: non solo valorizzare la dieta mediterranea lucana ma anche promuovere una ristorazione ospedaliera più salutare e sostenibile, a ridotto impatto ambientale e destinata a supportare lo sviluppo economico della Basilicata.
I dipendenti ospedalieri hanno potuto degustare il menu “Io sono Lucano”, cucinato dal personale di Serenissima Ristorazione con le materie prime che sono state fornite dalla cooperativa La Nuova Aurora: l’ottica è di estendere l’iniziativa a tutti i pazienti. Il coinvolgimento delle realtà locali nel progetto, frutto della partnership con Coldiretti Basilicata, ne accresce il valore, dal momento che arriva nel pieno della crisi economico-sociale dovuta alla pandemia: sostenere queste realtà significa dunque rafforzare ulteriormente il legame con il territorio e le sue risorse.
Non solo: l’iniziativa rientra in un percorso più ampio che impegna da anni Serenissima Ristorazione nella consapevolezza che una dieta sana in ambito ospedaliero può contribuire significativamente al benessere del degente come dimostrato anche da diversi studi. I pazienti infatti impareranno ad associare una corretta alimentazione alla prevenzione dalle patologie e una volta lasciato l’ospedale tenderanno a conservare le abitudini acquisite al suo interno. E in questo modo anche il personale ospedaliero può giovare dei menu rispettosi delle tradizioni regionali. Un modello virtuoso dunque di filiera alimentare con benefici per l’economia e l’ambiente e ricadute positive anche a livello culturale per tutto il territorio, che anche altre regioni potrebbero implementare in futuro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dieci − cinque =