Decreto aiuti e RdC: sostegno alle fasce più deboli o fenomeno preoccupante? L’analisi di Giampiero Catone

Stando a quanto riportato dall’Osservatorio conti pubblici italiani, il Governo ha stanziato, da settembre 2021 a oggi, 35 miliardi di euro “per limitare l’impatto dei rincari energetici, dell’aumento generale dei prezzi e dell’invasione russa in Ucraina”. 20 miliardi sono stati destinati alle famiglie e 15,5 alle imprese. Ma quanto “mirati” sono stati gli interventi? Le fasce più deboli hanno realmente beneficiato dei fondi pubblici erogati dallo Stato? In un editoriale sul quotidiano “La Discussione”, Giampiero Catone offre un approfondimento sul tema.
Come sottolineato dall’economista Carlo Cottarelli, solo il 45% del totale degli aiuti è stato destinato alle fasce più colpite. Partendo dal presupposto che l’aumento dei costi energetici e, più in generale dell’inflazione, va a gravare su ogni cittadino, gli interventi dello Stato avrebbero dovuto offrire sostegno alle famiglie e alle imprese con maggiori difficoltà, come peraltro raccomandato dalla Commissione Europea all’inizio della crisi energetica. Nell’editoriale, il giornalista sottolinea quanto “il fenomeno degli aiuti a pioggia sia un fatto sconcertante che disorienta proprio chi come noi è per il welfare e le politiche sociali”. È quindi lecito pensare che lo Stato, il Governo o gli enti preposti non siano in grado di indirizzare gli aiuti distinguendo tra chi realmente si trova in difficoltà e chi no. Ciò comporta, inevitabilmente, la perdita di risorse preziose.
Il Reddito di Cittadinanza rientra tra i cosiddetti “aiuti a pioggia”: se la misura è stata attuata con lo scopo di incentivare il lavoro, in realtà non risulta essere efficace contro il fenomeno della disoccupazione. La probabilità, stimata dall’Agenzia Anpal, di rimanere disoccupati a distanza di 12 mesi sfiora il 90%. Non a caso i cittadini lo percepiscono, ha sottolineato Giampiero Catone, “come una sorta di beneficio a vita, un comodo anticipo di pensione”. L’eclatante dispendio di risorse non fa altro che confermare le responsabilità del Governo. Dall’entrata in vigore del RdC, da metà 2019 fino alla fine del 2022, l’investimento dello Stato ha raggiunto quota 19,6 miliardi. Più nello specifico, 3,8 investiti nel 2019, 7,2 nel 2020 e 8,6 miliardi per il 2021. Per l’anno in corso è invece prevista una spesa di 7,7 miliardi. Dal 2020 si fa riferimento alle risorse stanziate, non a quelle effettivamente spese. È giusto chiederselo, quante nuove assunzioni sono state create grazie al piano di investimenti? Stando ai dati forniti dall’Inps relativi ad agosto 2021, il RdC è stato destinato a circa 3,5 milioni di cittadini. Come indicato dalla CGIA di Mestre, l’Inps ha sostenuto, per 152 mila nuovi occupati, una spesa di 7,9 miliardi di euro. “Un costo che appare eccessivo per un numero così limitato di persone entrate nel mercato del lavoro grazie al RdC”, ha dichiarato la CGIA. “Un posto creato con il RdC – ha ribadito Giampiero Catone – costa 52 mila euro, a conti fatti, oltre il doppio di quanto spende annualmente un imprenditore privato per un operaio a tempo indeterminato full time che, mediamente, costa attorno ai 25 mila euro”. Tra i 3,5 milioni di cittadini che percepiscono il reddito, gli over 18 che hanno sottoscritto il Patto per il Lavoro (quindi risultano essere disponibili a trovare un’occupazione) sono all’incirca 1,15 milioni, mentre la Corte dei Conti rivela che sono poco più di 152 mila coloro che hanno trovato un’occupazione stabile.
“Chi può lavorare ha il dovere, se si ricevono soldi dello Stato, di impegnarsi in un lavoro. Il Reddito di Cittadinanza va rivisto con questa indicazione. Si faccia un vero patto che guardi all’occupazione”, ha commentato Giampiero Catone. “Bisogna avere la certezza che chi accetta allora ha un obbligo di lavorare un numero di ore settimanali. Sarebbe non solo il riconoscimento verso lo Stato, ma – ha concluso – anche un impegno formativo, e infine una riconoscenza a quanti lavorano duramente perché con il loro impegno rendono possibili gli aiuti dello Stato”.

Per maggiori informazioni:
https://ladiscussione.com/173103/attualita/rdc-lo-prendono-3-5-mln-lavorano-152-mila-solo-il-20-e-andato-a-chi-ne-aveva-bisogno/

Fonte Decreto aiuti e RdC: sostegno alle fasce più deboli o fenomeno preoccupante? L’analisi di Giampiero Catone su Cultura360.

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