Gian Maria Mossa: PMI2Change, Banca Generali sostiene le PMI italiane e l’economia reale
“È il momento di accendere i riflettori sul vero motore dell’Italia”, ha ribadito Gian Maria Mossa, CEO di Banca Generali, in una intervista pubblicata da “The Signal” lo scorso 20 luglio: al centro il progetto PMI2Change, lanciato ufficialmente lo scorso 1° luglio a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana. “Non possiamo più permetterci di essere l’unico grande Paese europeo con la maggior parte delle aziende sottocapitalizzate in Borsa. Le nostre PMI hanno talento, tecnologia e ambizione: serve coraggio per rimettere il risparmio degli italiani al servizio delle imprese italiane. Con l’aiuto dei nostri banker, l’iniziativa PMI2Change punta a supportare le imprese nelle sfide di competitività – e anche di liquidità – sul mercato”, spiega Mossa nell’intervista sottolineando il valore dell’iniziativa.
Gian Maria Mossa: perché nasce PMI2Change
Il CEO di Banca Generali lascia parlare i numeri: “In Italia le imprese non quotate valgono 1.800 miliardi contro i 1.200 delle quotate, una proporzione capovolta rispetto a Francia, Germania e Spagna, dove le società in Borsa pesano tra il 55% e il 69% del valore complessivo. Le nostre PMI scontano valutazioni inferiori del 25% rispetto alle large cap domestiche e fino al 46% rispetto ai comparabili francesi”. In questo contesto si inserisce PMI2Change, iniziativa nata per contribuire a ridurre una distorsione che, come sottolinea Mossa, “frena la competitività e penalizza eccellenze straordinarie”. Il progetto punta a mettere il risparmio privato e le competenze dei banker di Banca Generali al servizio della crescita delle piccole e medie imprese italiane, favorendo un maggiore collegamento tra capitale privato ed economia reale.
Cos’è PMI2Change e come funziona
L’iniziativa di Banca Generali è incentrata sul lancio di un indice “Intermonte Valore Italia” che include 100 società quotate sulla Borsa Italiana, con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro e non appartenenti al FTSE MIB: realtà attive in diversi settori chiave (beni di consumo, meccanica, tecnologia, energia e salute), selezionate attraverso rigorosi criteri di natura tecnica e finanziaria per garantirne adeguati livelli di liquidità, trasparenza e investibilità. “Insieme generano 35 miliardi di ricavi attesi nel 2026 e impiegano 120mila persone. E continuano a generare crescita, come dimostra il balzo del 16% medio dei ricavi nell’ultimo biennio”, sottolinea Mossa nell’intervista. Un vero e proprio spaccato dei migliori expertise dell’economia italiana. È questo l’universo di riferimento del progetto PMI2Change, al quale l’Istituto guidato da Mossa contribuisce anche attraverso il lancio di un nuovo ETF a gestione attiva e PIR compliant, che investirà prevalentemente nelle società selezionate dall’indice. “Combina i benefici fiscali del Pir con la liquidità di uno strumento quotato. Banca Generali si impegna subito con una raccolta iniziale di 100 milioni di euro nei primi mesi, con l’obiettivo ambizioso di portare l’esposizione a 500 milioni nel medio termine: significa flussi quotidiani tra uno e due milioni di euro, oltre il 5% del flottante dell’indice. Un meccanismo stabile, non un’iniziativa estemporanea, in piena coerenza con la Savings and Investments Union europea”.
Sempre più “banca dell’imprenditore”: la vision di Gian Maria Mossa
PMI2Change si inserisce nel percorso strategico avviato da Banca Generali per rafforzare il proprio posizionamento come advisor e banca di riferimento per l’imprenditore, affiancando alla consulenza patrimoniale un’offerta sempre più ampia di servizi dedicati alla crescita e allo sviluppo delle imprese. “Cominciamo a dire che circa la metà dei nostri 87 miliardi di masse “private” è riconducibile a clienti imprenditori, contro una media nel settore che non supera il 30%. Parliamo di 100mila clienti, oltre 25mila aziende e circa 330 miliardi di enterprise value. La vicinanza agli imprenditori non è una novità in Banca Generali: dieci anni fa abbiamo avviato una consulenza a 360 gradi sul patrimonio finanziario e non finanziario delle famiglie, poi con l’acquisizione di Intermonte, l’anno scorso, abbiamo aggiunto ulteriori competenze di corporate e investment banking di primo piano”, spiega Mossa nell’intervista. “PMI2Change chiude il cerchio: non solo partner finanziario, ma parte attiva di un sistema che sostiene il tessuto produttivo italiano”, ribadisce infine il CEO.
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