Massimo Malvestio: uomini e idee per coniugare politica e economia

“Quando politica ed economia interagiscono e si integrano per opera di uomini capaci e degni di coltivare un progetto” i risultati sono evidenti. Lo ha scritto l’avvocato Massimo Malvestio in un editoriale pubblicato nel marzo 2011 su “Nordesteuropa”, in cui si sofferma sullo spessore professionale di Giorgio Zanotto, una delle figure di maggior rilievo nella storia recente di Verona e dell’intera regione. Politico, insegnante ed economista, è stato “sindaco della città per dieci anni e poi Presidente di quella provincia e quindi Presidente della Banca Popolare di Verona e consigliere della Società Cattolica di Assicurazioni”.
Massimo Malvestio sottolinea come nel Veneto siano molti gli amministratori pubblici passati dal Comune, o dalla Provincia alla guida delle casse di risparmio e, nei centri minori, delle banche di credito cooperativo. Ma sono molto pochi coloro che sono entrati nei consigli di amministrazione delle banche popolari anche per via di una “diversa ispirazione ideale, accompagnata dalla convinzione che le banche dovessero restare estranee alla politica potendo da questa trarre soltanto indebite interferenze e distorsioni”: una preoccupazione talvolta priva di fondamento, spesso usata come “espediente per conservare la gestione delle banche popolari ad una classe dirigente autoreferenziale che si perpetuava di generazione in generazione”.
In questo quadro “Giorgio Zanotto costituì quindi un’eccezione e di eccezione furono i risultati che egli ottenne alla guida della popolare veronese”: come osserva l’avvocato Massimo Malvestio nell’editoriale riproposto di recente su “Venezie Post” rileggere la cronaca dei dieci anni che l’economista ha passato alla guida del Comune permette “di cogliere i tratti che hanno caratterizzato la sua attività di amministratore pubblico e di comprendere come quelle stesse regole e quelle stesse idee potevano essere applicate ad un’impresa diversa con eguale successo”. Numerosi gli esempi: dal pareggio del bilancio che per lui “non era il frutto della preoccupazione del contabile ma esclusivamente il mezzo per garantire sempre e comunque la vera autonomia del Comune” allo Sviluppo, nella sua ottica una crescita che “doveva essere il frutto dei buoni investimenti che il Comune doveva compiere per dotare la città di infrastrutture” e non si traduceva mai “in un aumento dei livelli impositivi”.
Massimo Malvestio pone l’attenzione anche sugli amministratori che hanno condiviso con Giorgio Zanotto la guida del Comune: “Tra questi, nella prima Giunta Zanotto, vi era quale assessore alle Finanze, Giulio Bisoffi che poi sarebbe divenuto direttore generale e quindi presidente della Società Cattolica di Assicurazione, l’altra grande impresa cooperativa veronese”. E “non può essere una coincidenza il fatto che al vertice della Popolare e della Cattolica siano giunti pressoché contemporaneamente due uomini che avevano assieme avuto un’appassionante esperienza di pubblici amministratori”: per l’avvocato è la riprova “che a Verona negli anni Cinquanta e Sessanta si è avuta una classe amministrativa dotata di grandi visioni e di ancora maggiori capacità realizzative”.
Una classe dirigente dunque “di tale evidente affidabilità, che è potuta transitare naturalmente dalla gestione della cosa pubblica alla guida delle maggiori imprese private della provincia, ha segnato l’affermazione di Verona”. La dimostrazione di quanto l’avvocato Massimo Malvestio sostiene nell’editoriale: quando politica ed economia “interagiscono e si integrano per opera di uomini capaci e degni di coltivare un progetto” i risultati arrivano e restano nel tempo.

Per maggiori informazioni:
https://www.veneziepost.it/massimo-malvestio-malta-uomini-e-idee-per-coniugare-politica-e-economia/

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